Genitorialità

La relazione genitori e figli è la più difficile e complessa, cambia ad ogni figlio e muta negli anni in funzione delle tappe evolutive che vengono attraversate. Può capitare di avere dubbi su alcuni aspetti della crescita del figlio oppure non sapere come comunicare e comportarsi in certe situazioni.

I meccanismi relazionali tra genitori e figli sono infatti molto delicati ed è importante imparare a disinnescare fasi ad alto conflitto con gli strumenti giusti.

Potremmo dire che diventare genitori non coincide puntualmente con l’evento della nascita di un bambino ma la genitorialità è connessa ad un lungo processo di elaborazione delle proprie relazioni affettive primarie che quindi saranno comprese e vissute sotto una nuova luce, divenendo modelli educativi ai quali ispirarsi o da cui prendere le distanze. Questa fase in cui ogni genitore si confronta con le proprie “immagini genitoriali interne”, cioè con la relazione che ha intrattenuto coi propri genitori, non ha una durata precisa ma può essere faticosa e creare talora condizioni di malessere psicologico.

Con l’arrivo di un figlio anche il rapporto in seno alla coppia di genitori cambia, passando da una relazione a due ad una relazione a tre e anche questo cambiamento richiede tempi di adattamento che possono variare e che hanno profonde ripercussioni psicologiche. Diventare genitori implica quindi importanti trasformazioni interne mentre contemporaneamente si assumono le funzioni connesse alla cura e protezione del bambino.

Le capacità genitoriali non sono funzioni che si acquisiscono una volta per tutte poiché accadimenti esterni di tipo stressogeno ma anche emotivi e psicologici possono comprometterla e portare un genitore “competente” a dare al proprio figlio risposte poco adeguate. A volte è una fase di sviluppo del bambino a mettere in crisi modalità e strategie che in passato erano state efficaci ma che adesso non lo sono più.   Fare i genitori deve quindi sempre modularsi sulla base delle caratteristiche di quel bambino e della fase di sviluppo in cui si trova. Pensiamo ad esempio ai bisogni di autonomia di un figlio agli esordi dell’adolescenza, bisogni che se non vengono visti e riconosciuti possono frenare la crescita emotiva e inasprire situazioni di conflitto.

Sono molte le situazioni che possono creare incertezza e disorientamento in un genitore.  Tra quelle più complesse a livello di carico emotivo ci sono le separazioni coniugali in cui la capacità di fare il genitore, guidare e supportare il bambino, deve essere il più possibile preservata nonostante l’eventuale presenza di conflitti in seno alla coppia e ai nuovi assetti famigliari e di vita che si delineano . La disgregazione famigliare è un evento intrinsecamente stressante sia per il genitore sia per il bambino. Implica infatti uno sconvolgimento dell’ambiente di vita e la ridefinizione  di ruoli e compiti dentro  alla famiglia. Distinguere e separare il ruolo di genitore da quello di ex partner/compagno non è sempre facile, spesso si creano sovrapposizioni e confusioni che rendono difficile cogliere i bisogni del bambino.

La consultazione psicologica permette ai genitori di acquisire strategie migliori a livello educativo, mettere maggiormente a fuoco modalità poco funzionali nella relazione col proprio figlio, acquisire maggior consapevolezza e sicurezza nel proprio ruolo, potersi confrontare in fasi critiche dello sviluppo o del ciclo di vita, come ad esempio in adolescenza.