Relazioni disfunzionali: un solo nome, molte sfumature
Possiamo dire che non esiste una definizione univoca quanto piuttosto varie declinazioni di relazione disfunzionale, detta anche comunemente “tossica”. Proporrò quindi un punto di vista, un’angolatura tra diverse possibili.
La dipendenza affettiva e il dolore che porta con sé
In generale in questa relazione vi è la presenza di dipendenza affettiva da parte di uno o entrambi i partner e la dipendenza porta con sé malessere e dolore.
L’idealizzazione della relazione: un amore tutto nella testa
Altro tratto caratteristico è il fatto che sono relazioni estremamente idealizzate, “alte”, dove si parla molto di come potrebbe essere la coppia, come diventerà quando avrà rimosso tutti i problemi, come sarà quando uno dei due si separerà, come sarà quando andrà a convivere… ma nel frattempo non si mettono in atto comportamenti concreti in quella direzione.
Tanti discorsi, pochi fatti
Sono relazioni in cui i partner parlano molto, ma dove uno dei due – o inconsciamente entrambi – non concretizzano le intenzioni e i propositi.
L’illusione di un futuro perfetto
Quando si vive questa relazione c’è la convinzione che adesso si soffre ma un giorno sarà stupendo e non ci si rende conto che il rapporto non sta prendendo forma, non cresce veramente.
Un inizio esplosivo seguito da una lunga attesa
Queste relazioni nascono come grandi amori da parte soprattutto di uno dei due, quello che di solito sviluppa dipendenza affettiva. Nascono da primi incontri straordinari e potenti, in cui si provano emozioni che sconvolgono il piano mentale ed emotivo ma che hanno una brevissima vita. Dopo poco infatti la relazione si trasforma in una lunghissima attesa e sospensione.
Le giustificazioni che ci raccontiamo
Troviamo mille scuse e giustificazioni raccontandoci che si tratta solo di una fase e che quando lui si sarà separato, i figli saranno cresciuti, ecc… allora potremo vivere pienamente questa relazione. Ma il tempo passa e finiamo per vivere di ricordi e ad accontentarci delle parole di qualcuno che non ci sceglie davvero…
Qual è il bisogno che ci lega a queste relazioni?
La domanda che dobbiamo farci è: quale bisogno psicologico ci porta ad accettare questa situazione? Quale bisogno ci porta a perdere la capacità di osservare la realtà e a non vedere più le incongruenze e la distanza tra parole e azioni?
Il bisogno di essere scelti ed essere speciali
Queste relazioni idealizzate coprono un bisogno profondo che è quello di essere visti/e ed essere speciali per qualcuno, così speciali che verremo scelti e che quella persona farà cose straordinarie per noi. Coprono anche una difficoltà a sentirsi degni di vivere l’amore nella sua pienezza.
Vivere nel presente, scegliersi nel presente
Quello che è richiesto è di uscire da una dimensione teorica dell’amore, dalla dimensione idealizzata e di stare nel presente per vedere chi c’è davvero e cosa c’è, imparare quindi a stare in una relazione dove veniamo scelti e scegliamo in uno scambio continuo.

