Sebbene la tecnologia offra opportunità di apprendimento e connessione, un uso eccessivo e non consapevole può avere consegenze sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei bambini.
La ricerca scientifica ci dice che un uso eccessivo degli schermi nei primi anni di vita è associato ad un minor sviluppo del linguaggio e delle capacità attentive, soprattutto quando sostituisce interazioni reali con caregiver e pari.
L’esposizione precoce può ridurre il tempo dedicato ai giochi, lettura e attività creative, fondamentali per lo sviluppo delle capacità esecutive del cervello.
Un uso non regolato dei dispositivi digitali può interferire sulla capacità nel controllo delle emozioni ed impulsi, nelle capacità di socializzazione e risoluzione dei conflitti coi coetanei.
Questo avviene perchè l’utilizzo dei dispositivi, in particolare gli smartphone, va a modificare le reti neurali del cervello , influenzando lo sviluppo della cortecia prefrontale, che è quell’area del cervello che controlla le funzioni esecutive come il mantenimento dell’attenzione, la memoria di lavoro, la capacità di pianificazione e la regolazione delle emozioni ed la capacità di inibire comportamenti automatici.
Quando i dispositivi vengono utilizzati in modalità multitasking o quando si usano videogiochi dove si attiva il “sistema di ricompensa” (se raggiungo determinati obiettivi ho una certa soddisfazione) viene attivato e modificato il circuito che regola l’emissione di un neurotrasmettitore chiamato “dopamina”. Il cervello si abitua a ricevere una quantità di dopamina eccessiva rispetto a quello che sarebbe fisiologico e tende ad assuefarsi a questi quantitativi. Avrà bisogno di produrre dopamina in quantità sempre maggiori attraverso la stimolazione dei dispositivi per non cadere in stati di noia ed irritabilità fino a veri e propri sintomi di astinenza nel caso in cui il telefono venga tolto.
Le principali evidenze e raccomandazioni pediatriche suggeriscono di pensare non solo alla quantità ma anche alla qualità e al contesto dell’uso digitale.
L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) suggerisce ad esempio delle buone prassi per fasce d’età:
- 0-2 anni: evitare l’uso di schermi e dispositivi digitali;
- 2-5 anni: raccomandata come limite di tempo un’ora al giorno per tutti i dispositivi digitali nell’arco della giornata. Sempre “co-visione” con un adulto.
- 6-12 anni: opportuno non superare le 2 ore al giorno, sempre bilanciando con attività offline.
In generale possiamo dire che è più dannoso per l’attenzione e la memoria di lavoro l’utilizzo dello smartphone rispetto al guardare un film alla televisione per un’ora, perchè il bambino nel primo caso passa da una applicazione all’altra e quindi il suo cervello rimane su un compito per pochi secondi. In particolare videogiochi veloci sovrastimolano il cervello del bambino esponendolo a molti stimoli e favorendo così un più alto rilascio di dopamina.
Buone prassi per “genitori consapevoli”:
- convolgimento attivo: accompagna e interagisci con tuo figlio durante l’uso dello schermo per favorire l’appredimento critico e la comprensione;
- seleziona il tipo di giochi, programmi e contenuti, preferendo quelli educativi;
- stabilisci orari e limiti, ad esempio nessun dispositivo durante i pasti e un’ora prima di dormire.
- crea routine che alternino i momenti di gioco digitale al gioco “reale” e libero che resta comunque insostituibile per lo sviluppo del bambino.
I dispositivi digitali non sono “il nemico” ma strumenti da utilizzare con consapevolezza e con un accompagnamento affettivo ed educativo. Un uso regolato delle tecnologia può trasformare potenziali rischi in una opportunità di crecita.

