James Hillman affianca la “fiducia originale”, intesa come immagine archetipica, al Giardino dell’Eden. Per fiducia originale intende quella “credenza per cui – nonostante le preoccupazioni, le paure, il dubbio- la terra sotto ai piedi è solida e reggerà anche il prossimo passo, che il sole sorgerà anche domani e il cielo non ci crollerà sulla testa”.
E’ quindi una condizione di apertura verso la vita che ci accompagna dalla nascita.
Per quanto non siamo più nel Giardino dell’Eden dopo la cacciata dal paradiso terrestre, ci torniamo ogni volta che viviamo delle relazioni di intimità, come nell’amore, nell’amicizia, nella relazione terapeutica, ecc.
Questa fiducia risponde ad un bisogno di sicurezza, del sapere che possiamo mostrarci all’altro così come siamo senza venirne distrutti.
Hillman afferma che ciò che desideriamo è trovare qualcuno che non ci deluderà e che ci protegga “dalla nostra stessa tendenza al tradimento”.
Ma la nostalgia della fiducia originale è ciò che si nasconde dietro gli atteggiamenti adolescenziali, è quindi tipica del puer aeternus e si esprime nel bisogno di essere totalmente compresi, riconosciuti per ciò che siamo.
Il fatto che tale aspettativa sia disattesa e che quindi l’amico, la compagna, il terapeuta non colgano la nostra essenza “è vissuto come un atroce tradimento”.
Ma “non si dà fiducia senza la possibilità del tradimento”, una è contenuta nell’altra e viceversa.
Nel tradimento c’è una possibilità di evoluzione, di rottura delle idealizzazioni e, come nella cacciata dal paradiso terrestre, l’ingresso nel mondo “reale” e delle responsabilità umane e questo perché “vivere o amare soltanto laddove ci possiamo fidare, dove siamo al sicuro e contenuti, dove non possiamo essere feriti o delusi, dove la parola data è vincolante per sempre significa essere irraggiungibili dal dolore e dunque essere fuori dalla vita vera”.
Riferimenti bibliografici: “Puer aeternus”, James Hillman

