Fratelli e sorelle che litigano continuamente, che sono cani e gatti. Si insultano, si fanno dispetti e talvolta si arriva anche allo scontro fisico e alla lotta.
A volte però sono complici e scopriamo che si confidano, che se qualcuno si permette di criticare la sorella, l’altro figlio la difende ad oltranza.
Le gelosie e confronti iniziano dall’infanzia, quando il primogenito sente che il fratello gli porta via l’amore e l’attenzione della mamma. Si genera quindi un’ansia a conquistarsi un proprio posto in famiglia insieme al bisogno di sentirsi riconosciuti nella propria unicità. I fratelli competono quindi per ottenere l’apprezzamento dei genitori. Il bisogno “di essere visto” ed essere diverso coesiste con il desiderio di essere bravo e bello come l’altro. L’obiettivo è comunque quello di essere amato come il fratello, poiché ognuno teme di essere amato di meno.
Come genitori, piuttosto che mettere regole e cercare di stabilire chi ha ragione, possiamo invitarli a rispettarsi, insegnando loro che ogni modo di essere è buono. Ma questo può avvenire solo attraverso il nostro esempio, apprezzandoli nello stesso modo e riconoscendoli nella loro diversità.
Possiamo aiutarli a interrompere la competizione evitando di fare confronti tra loro, valorizzando le caratteristiche uniche di ognuno. Non si tratta di tollerare comportamenti scorretti, ma fare una distinzione tra il carattere e il singolo atto.
Se riusciamo, attraverso il nostro atteggiamento, a creare un clima famigliare in cui tutti sentono di avere un posto e che, nonostante le differenze, ogni stile personale e carattere è buono, il livello di conflittualità si ridurrà sensibilmente.

