Donald Winnicott, pediatra e psicanalista inglese, ha elaborato concetti ancora oggi fondamentali per comprendere lo sviluppo psicologico del bambino. Uno dei più noti è quello di “madre-ambiente”.
Ma cosa intende Winnicott con questo concetto?
Per il neonato o un bambino piccolo, la persona che si prende cura di lui non è solo una figura affettiva ma è tutto il suo mondo.
La madre (o chi si occupa del bambino) è l’ambiente che sostiene la vita del bambino.
Ad esempio, quando un neonato piange perchè ha fame, non sta “chiedendo il latte” in modo consapevole. Sta vivendo un disagio profondo, un senso di disintegrazione. Se il genitore arriva, lo prende in braccio, lo nutre, lo calma, il bambino inizia a sperimentare che esiste un ambiente “buono” che risponde ai suoi bisogni. Questa esperienza gli consente di iniziare a costruire un senso di fiducia verso l’ambiente esterno.
Potremmo dire che la “madre-ambiente” ha una funzione di “holding”, cioè contenimento.
L’holding è quell’insieme di cure e attenzioni che fanno sentire il bambino contenuto e al sicuro, integrato. Non riguarda solo l’abbraccio fisico, ma anche la presenza emotiva.
Ad esempio, durante una visita dal pediatra, il bambino si agita, piange. La madre lo tiene stretto, gli parla con tono calmo, lo guarda negli occhi. In questo modo, anche se non puo togliergli il disagio, lo aiuta a tollerarlo… sta facendo holding.
Madre-ambiente la ritroviamo anche nella funzione di accudimento fisico del bambino, conosciuta come “handling”. Il modo in cui lo tocchiamo , cambiamo, laviamo, vestiamo trasmette come percepiamo il suo corpo e come lo aiutiamo a percepirsi.
Infine, la madre ambiente introduce il bambino al mondo (object presenting) e lo fa presentandogli oggetti, voci, suoni, esperienze nei tempi giusti, senza forzature.
Cosa significa questo per noi, oggi?
Nella frenesia quotidiana, può sembrare difficile incarnare la figura della “madre-ambiente”. Ma Winnicott ci sta dicendo che non servono azioni straordinarie, basta essere presenti in modo autentico, attento, sensibile, “sufficientemente buono”.
In pratica, alcuni esempi:
quando allatti o dai il biberon, fermati davvero e guarda il bambino, segui i suoi segnali. Quando giochi con lui non avere fretta di insegnargli qualcosa ma segui il suo ritmo, adattati al suo ritmo.
In età scolare, anzichè iscriverlo a mille corsi di cui non ha realmente bisogno, condividi con lui quello che fai in casa, proponigli di aiutarti a fare una torta, cucinate insieme rendendola una esperienza di gioco ma anche apprendimento di gesti, tradizioni, momenti famigliari che si fisseranno per sempre nella sua memoria e gli permetteranno una “continuità del rispecchiamento”. La madre-ambiente permette così lo sviluppo della autonomia affettiva e della capacità di giocare da solo senza bisogno di stimoli continui.
Vediamo quindi che la proposta di stimoli continui sostituisce quella funzione di madre-ambiente che non siamo riusciti a fornirgli.
Il bambino interiorizzerà infine una qualità di presenza, un modo di stare in relazione che è unico perchè è il vostro.

