A proposito di trauma e memorie traumatiche: qualche frammento ispirato al lavoro di Janina Fisher

Gli effetti dei traumi persistono molto spesso per periodi lunghi, talvolta per anni. Il trauma viene “ricordato” attraverso reazioni fisiche intense, sensazioni ed emozioni innescate anche da situazioni di vita quotidiana che è difficile ricollegare ad esperienze passate e che vengono chiamate “ricordi impliciti”.

Si tratta di vere e proprie memorie inscritte nel corpo che continuano a riportare in vita il trauma anche molte volte al giorno. E’ quindi il corpo che ricorda irrigidendosi, il nostro cuore “martella”, proviamo rabbia, paura e solitudine anche quando ci sono persone che si prendono cura di noi. Qualsiasi routine quotidiana come fare colazione, andare al lavoro, a scuola possono attivare queste risposte intense.

A volte è difficile ricollegare questi ricordi impliciti con qualche evento reale o ad immagini. Gli studi sugli effetti del trauma ci dicono che è difficile ricordare un’esperienza che ci ha travolto in un racconto chiaro e organizzato.

Il trauma viene più spesso “ricordato” attraverso sensazioni corporee, variazioni della respirazione o frequenza cardiaca, tensione muscolare, il collasso, quindi senza parole (Ogden, Minton e Pain 2006).

Quando queste memorie implicite sono attivate da fattori scatenanti, riviviamo lo stesso senso di pericolo e minaccia dell’episodio originario che ha generato il trauma.

Riferimenti bibliografici: “Trasformare l’eredità del trauma”, Janina Fisher

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *