Il movimento della energia emotiva nei bambini (e in noi)

“Tu proietti la tua energia vitale quando ti senti bene e quando ami, la ritiri verso il centro quando hai paura”.  Wilhem Reich

Quando ci sentiamo amati, accolti, sicuri ci apriamo verso il mondo. Il corpo vive una esperienza di “espansione”. Lo sguardo “incontra” l’altro. Il respiro si fa ampio.
Nei bambini questa espansione è visibile: ridono a crepapelle, corrono senza paura, abbracciano con tutto il corpo.
Ma quando arriva la paura – un tono alto della voce, uno sguardo di rimprovero, un ‘assenza che pesa come un macigno – allora qualcosa si ritira.
Il corpo si contrae, il respiro si accorcia, lo sguardo diventa schivo. Il bambino si sta chiudendo e, all’ interno, l’energia emotiva si ritrae.
Reich ci ricorda che il nostro corpo non è mai solo un corpo ma è “psiche in movimento”, fatta di espansioni e contrazioni. Potremmo anche dire che psiche è corpo e corpo é psiche.
Per questo nel lavoro coi bambini e coi genitori osserviamo non solo ciò che ci dicono attraverso le parole, ma anche come il corpo si esprime: un silenzio troppo lungo, uno sguardo rigido ed evitante, un bisogno improvviso di muoversi o ritirarsi.
Accompagnare un bambino significa anche aiutarlo a ritrovate fiducia nella propria energia vitale attraverso uno spazio sicuro dove possa tornare ad aprirsi, respirare, amare. E forse anche per noi adulti vale la stessa cosa e quando abbiamo paura ci chiudiamo.
Ma se incontriamo una presenza empatica, uno sguardo che accoglie, un ascolto che non giudica, torniamo a respirare di nuovo.

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